
Fiab Messina Ciclabile desidera intervenire nuovamente nel dibattito sulle piste ciclabili in città, ravvivatosi ulteriormente in seguito all’inizio dei lavori in strada S.Giacomo, in zona Duomo.
Si avverte infatti negli ultimi giorni, una certa agitazione in città, alimentata dall’ ipotesi di dimissioni del Sindaco e di voto anticipato nella prossima primavera. Un fermento da campagna elettorale che temiamo non aiuterà l’Amministrazione a dare continuità alle sue azioni, né ad alimentare un confronto costruttivo sul tema della mobilità.
Il dissenso verso le politiche sulla mobilità applicate dall’Amministrazione, è stato già ampiamente espresso da parte di alcune associazioni e forze politiche, e sarà amplificato in campagna elettorale, temiamo sulla base di slogan e tornaconti politici, non tanto sul merito né sui contenuti. E non sarà un bene per la città.
In questo contesto “confuso” è importante per Fiab Messina Ciclabile esprimere le sue posizioni, evitando strumentalizzazioni e, auspicabilmente, definire delle possibili linee di dibattito e confronto nel caso di probabile scenario elettorale.
- Chiariamo innanzitutto che contrariamente a quanto riportato di recente da una testata, noi non siamo contro, o per l’amministrazione Basile. Fiab Messina non è un’associazione di tipo politico, e come tale e non si schiererà mai pregiudizialmente a favore o contro un’amministrazione, né darà raccomandazioni di voto. La nostra associazione è aperta a tutte e tutti, indipendentemente dalle convinzioni politiche di ciascuno, a patto evidentemente di condividere le finalità e le posizioni di Fiab, sia a livello nazionale che locale, sui temi della mobilità.
- È evidente che, occupandoci di temi di mobilità, tocchiamo argomenti caldi nel dibattito politico cittadino, ma teniamo a ribadire che lo facciamo da una posizione di neutralità rispetto a chi governa la città, e semmai sulla base di un approccio tecnico alle questioni della mobilità e in particolare della mobilità ciclistica.
- Serve una visione condivisa. Lo abbiamo già ribadito. Il tema della mobilità riguarda più complessivamente quello della gestione e della fruizione degli spazi urbani. Il Pums approvato nel 2024 rappresenta la base di una visione, che è complessivamente orientata alla diminuzione del traffico veicolare privato (auto), per dare preminenza al trasporto pubblico e ad altre forme di mobilità, tra cui quella ciclistica. L’allegato 8 del Pums, che è liberamente consultabile online, contiene il cosiddetto atlante delle piste ciclabili, rappresentando la situazione precedente all’adozione del Pums, e quella programmata. Basta consultare l’Atlante per rendersi conto che la realtà attuale è molto distante da quella prospettata negli interventi, tra i quali era prevista ad esempio una sezione sulla Via Garibaldi. In un altro documento del Pums, la Tavola 3, relativa ai percorsi ciclabili classificati, appaiono i cosiddetti itinerari ciclabili prioritari, che corrispondono in sostanza all’intero asse Nord Sud della città, da Torre Faro a Giampilieri. Constatiamo oggi che siamo distanti e anzi in alcuni casi in fase di allontanamento da quegli obiettivi, con una rete ciclabile modesta, spesso non sufficientemente protetta, e quindi poco fruibile dai cittadini. Alcuni lamentano che le ciclabili cittadine siano poco frequentate. Si sono mai chiesti quanto quelle ciclabili siano funzionali alle esigenze degli utenti? Si chiedono quante persone rinunciano a muoversi in bici perché percepiscono una situazione di rischio rispetto alla propria incolumità? È noto che nei trasporti l’infrastruttura guida la domanda. Chi potrebbe mai prendere un treno se non esistesse la ferrovia? Chi andrà mai in bici in assenza di percorsi sicuri?
- Serve la continuità dei percorsi, pedonali e ciclabili, per la sicurezza di tutti. Quando parliamo di visione condivisa, intendiamo affermare pochi punti, che ci sembrano condivisibili anche da chi non è necessariamente un fautore della mobilità in bici. La mobilità di una città moderna e vivibile nel 2026 non può essere affidata unicamente al trasporto motorizzato privato (auto). Abbiamo circa 145.000 auto sul territorio cittadino, a fronte di una popolazione ormai inferiore ai 220.000 abitanti. Questo rappresenta un consumo di spazio urbano insostenibile, come tutti noi constatiamo ogni giorno, con un grave impatto in termini di sicurezza, di emissioni, di rumore e di riduzione o annientamento degli spazi di comunità. Siamo convinti che anche Messina debba fare scelte e mettere in atto misure che disincentivino la mobilità motorizzata privata a beneficio di altre forme, tra le quali in primis quella del trasporto pubblico, che dev’essere capillare, accessibile e sicuro. Insistiamo sul fatto che parliamo di disincentivazione dell’uso dell’auto privata, come accade in tutte le città europee, e non di divieto. Riteniamo che ognuno debba poter scegliere la sua forma (o le sue forme) di mobilità, nel rispetto dello spazio urbano comune. Riteniamo che chi vuole scegliere la cosiddetta mobilità attiva, cioè, camminare o andare in bicicletta, debba poterlo fare in condizioni di sufficiente sicurezza. Quelle condizioni oggi sono assenti su gran parte del territorio cittadino. Basti pensare ai marciapiedi del viale della Libertà, o a quelli della zona Sud. Chi oggi prova a muoversi a piedi tra Contesse e Villa Dante, lo fa in condizioni di sicurezza e di decoro urbano indegne di qualsiasi contesto civile. Lo stesso per chi sceglie di muoversi in bici. Contrariamente a quanto previsto dal Pums, la zona Sud è tuttora sprovvista di infrastrutture ciclabili.
In un contesto nazionale in cui anche il centro storico di Roma è diventato recentemente zona 30km/h (anche su strade di scorrimento), e in cui, dopo il primo anno di adozione della misura “Città 30”, a Bologna si sono registrati confortanti risultati in termini di sicurezza stradale, di riduzione dell’inquinamento e di aumento degli spostamenti sostenibili, (https://www.comune.bologna.it/novita/notizie/citta30-dati-primo-anno), la domanda che ci poniamo è “perché no a Messina”?
Vorremmo che l’Amministrazione, la Politica e più generalmente la cittadinanza approcciasse il tema della mobilità da una prospettiva di visione comune, di diritto alla scelta e di sicurezza, senza focalizzarsi in maniera strumentale su un singolo intervento, come può essere la realizzazione di un breve tratto di percorso ciclabile.
Chiediamo che l’Amministrazione porti avanti i progetti per garantire quella continuità di percorsi sull’asse Nord-Sud, prevista dal Pums, affinché chiunque possa scegliere di camminare o di andare in bici, considerando, nello specifico, la mobilità in bici come una scelta legittima, coerente con gli obiettivi di sostenibilità contenuti nel Pums e di renderla possibile in sicurezza su tutto il territorio cittadino.
E’ su questa visione di futuro che potrà costruirsi un nuovo modello di città. Una città che respiri, sicura per chi cammina, pedala e vive le strade. A tal fine nei mesi scorsi abbiamo lanciato una nostra petizione per affermare che “La sicurezza stradale è un diritto: Messina può – e deve – fare di più!”
Firmarla e sostenerla aiuta a dare voce e spazio a questa visione, che ci piacerebbe diventasse virale
Il Direttivo FIAB Messina Ciclabile

