
A un anno dalla scomparsa, associazioni, istituzioni, scuola e cittadini si sono ritrovati in via Adolfo Celi per ricordare Francesco e rinnovare l’impegno per una mobilità più sicura e inclusiva.
Martedì 27 ottobre oltre cinquanta persone si sono ritrovate in via Adolfo Celi, a pochi passi dal luogo dell’incidente avvenuto un anno fa, per la fiaccolata in memoria di Francesco Vita, ciclista scomparso prematuramente, lasciando un vuoto profondo nella sua famiglia, che ha voluto condividere questo momento, e nella comunità cittadina.
L’iniziativa, promossa da FIAB Messina Ciclabile insieme alla famiglia, è stata un momento di raccoglimento e di testimonianza collettiva, ma anche l’occasione per rinnovare l’attenzione sulla sicurezza stradale e sulla necessità di costruire una città in cui muoversi a piedi, in bicicletta o con altri mezzi non significhi esporsi a rischi evitabili.
L’apertura e la voce della famiglia
Il presidente Fabrizio Murè ha aperto l’incontro con un appello a non abbassare la guardia e a rafforzare una rete stabile di collaborazione tra associazioni, cittadini e istituzioni, da tradurre in iniziative condivise e interventi concreti. Particolarmente toccanti le parole di Giusy Vita, sorella di Francesco, e del nipote Samuele, che sono intervenuti a nome di tutta la famiglia: delle sorelle, dei nipoti e di quanti hanno voluto bene a Francesco. Con le loro testimonianze la serata ha ritrovato il senso più autentico della commemorazione: ricordare Francesco non solo attraverso il dolore, ma attraverso la volontà di impedire che tragedie simili si ripetano.
Una città che fa rete
Significativa la partecipazione del mondo associativo. Davide Liotta, presidente dell’Associazione Culturale ARB, ha richiamato l’importanza di risvegliare la sensibilità civica e il senso di responsabilità della comunità. Marcella Magistro, per il Coordinamento Donne CGIL, ha sottolineato l’urgenza di una città inclusiva, capace di tutelare le persone e di prevenire tragedie che segnano irreversibilmente famiglie e territori. Manuela Majorana, per il Laboratorio Civico Progettiamo Messina, ha invitato a superare la logica dell’emergenza, promuovendo una visione complessiva della mobilità urbana.
Alla fiaccolata ha partecipato anche l’assessora comunale Liana Cannata, che ha ribadito la vicinanza dell’Amministrazione alla famiglia Vita e l’importanza di una svolta culturale nel modo di vivere lo spazio stradale.
Don Sergio Siracusano, parroco della Sacra Famiglia del CEP di Contesse, ha dato voce alle richieste dei residenti per restituire vivibilità e sicurezza al quartiere. Il professor Angelo Cavallaro, dirigente scolastico dell’Istituto comprensivo Giuseppe Catalfamo, ha evidenziato il ruolo della scuola nell’educazione alla cittadinanza e al rispetto delle regole, aggiungendo che la scuola non può essere lasciata sola: servono sinergia e alleanza educativa con le famiglie e con le istituzioni, perché il rispetto della strada si impara insieme, dentro e fuori l’aula.
Il silenzio e le conclusioni
Su richiesta di Samuele, nipote di Francesco, i presenti si sono raccolti in un minuto di silenzio, stringendosi attorno a tutta la famiglia.
Le conclusioni sono state affidate a Mary Graziano, vicepresidente di FIAB Messina Ciclabile, che ha ringraziato la famiglia, le associazioni aderenti e tutte le persone presenti. Ha ricordato che FIAB promuove la bicicletta come strumento di mobilità quotidiana, per andare al lavoro, a scuola, a fare la spesa, e che nessuno dovrebbe avere paura di sceglierla, come nessuno dovrebbe averne di camminare. La sicurezza, ha sottolineato, va costruita a tutti i livelli, nelle infrastrutture, nelle regole e nei controlli, nella cultura del rispetto reciproco, e la responsabilità non può ricadere sui più fragili: spetta alle istituzioni garantirla. Ha poi annunciato che FIAB Messina Ciclabile si sta unendo a RIME, la Rete Italiana Mobilità Equa di cui fa parte anche FIAB Italia, per una mobilitazione a metà novembre. Ha infine ricordato che ricordare Francesco significa assumersi una responsabilità: fare in modo che questa perdita non resti soltanto una tragedia da commemorare, ma diventi un richiamo forte alla necessità di cambiare.
La serata ha ribadito un messaggio condiviso: la sicurezza stradale non riguarda soltanto i singoli comportamenti, ma richiede responsabilità diffusa, continuità nell’azione e collaborazione concreta tra istituzioni, associazioni, scuole e cittadini.
Per FIAB Messina Ciclabile, fare rete a Messina e oltre è la condizione per costruire una nuova cultura della mobilità: più consapevole, accessibile, inclusiva e capace di tutelare tutte e tutti.

